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giovedì 19 febbraio 2015

Con il dovuto anticipo, come faccio ormai da tre anni, ecco il contributo, a nome mio e di tutti i maschietti della nostra remiera, alla festa della donna 2015 che, per la cronaca, si celebrerà il giorno 8 di Marzo. E che intanto primavera arrivi!

Festa della donna 2015.

Presto l'aria porterà nel vento 
l'amato profumo delle viole,
e i campi si vestiranno di primavera.


Per la tua festa, dolce amica, 
fiorirà la mimosa fragrante;
e quando al mattino, da sola

ti chinerai nello specchio
gli occhi diranno la tua dolcezza, 
la gioia e l'orgoglio di essere donna.


Mirco

sabato 14 febbraio 2015


Martedì 17, marti grasso, finirà anche questo Carnevale 2015: un po' ci dispiacerà, come per tutte le cose che muoiono; un po' saremo contenti perché comunque sarà stato fatto un altro passetto verso la primavera; ed è proprio con questo spirito che vogliamo assistere alle ultime manifestazioni in programma: “La premiazione delle Marie”; “El svoeo del leon”; e, nella notte, la “Vogata del silenzio” che chiuderà la manifestazione. 

Nella magica notte veneziana, sul Canal Grando, da Rialto al Bacino di San Marco, in barca, sull’acqua inargentata dai riflessi dei palazzi, che scivolano via accompagnati dal ritmo cadenzato e solenne dei remi.



Restando in tema ho riportato qui sotto, per la gioia (o per la disperazione) degli amici, la leggenda delle Marie, ricostruita tramite un astuto "copia incolla", e non solo, attingendo dai risultati di una apposita ricerca da me condotta sul web.

La leggenda delle Marie


Fin dagli albori della storia di Venezia, nel giorno della Purificazione di Maria il 2 di febbraio, era usanza far benedire nella cattedrale di S. Pietro di Castello (a quei tempi sede vescovile) tutti i matrimoni del periodo in un'unica volta; nello stesso giorno erano benedette anche le nozze di 12 fanciulle del popolo che, per l’occasione, venivano sfarzosamente vestite e ingioiellate con meravigliosi monili forniti dalla nobiltà o addirittura tratti del favoloso tesoro di S. Marco.Tutto in prestito naturalmente!

La leggenda racconta come, poco prima dell'anno 1000, proprio nel corso di una di queste cerimonie, Venezia fosse assalita dai pirati che rapirono le spose con i loro gioielli. Subito navi veneziane piene di marinai inferociti spiegarono le vele al vento e presero il mare per liberare le giovani donne (e recuperare i preziosissimi ori); in breve tempo, liberate le fanciulle, la flotta tornò vittoriosa; ed è proprio in onore di questa vittoria sui pirati che venne istituita la
“Festa delle Marie”

Da quella volta 12 tra le più belle fanciulle appartenenti ai ceti popolari (per distinguerli dai ceti nobili), sorteggiate per l'occasione e ingioiellate come di consueto, nel giorno stabilito raggiungevano, scortate da un corteo di barche, le principali chiese di Venezia per presenziare a solenni cerimonie e funzioni religiose. Si racconta che dovunque andassero venissero preparati sontuosi rinfreschi con musica e danze; infatti la loro presenza era considerata un buon auspicio di fortuna e felicità.

La fama raggiunta dalla
“Festa delle Marie”, che negli anni arrivò a durare fino a 9 giorni, era tale da richiamare a Venezia anche molti forestieri che accorrevano per avere la possibilità di ammirare le splendide fanciulle; ma i maschietti veneziani - e come appena detto non solo loro - erano più interessati a sbirciare e, quando possibile, a corteggiare, 
e magari anche ad allungare le manine sulle ragazze, piuttosto che a seguire le cerimonie religiose; cosicché per far cessare il pubblico scandalo degli arditi complimenti le Marie vennero sostituite da poco seducenti statue di legno. 

A questo proposito qualcuno sostiene che il termine
“Marionetta” derivi proprio dal nome di piccoli fantocci per bambini detti “Marie de tola”, cioè dalle effigi in legno, di cui abbiamo appena detto.

La popolazione maschile reagì con sdegno e rabbia alla sostituzione. Non mancarono lanci di uova e di ortaggi di ogni genere, conditi con pesce marcio e irripetibili imprecazioni; tanto che la Repubblica per far cessare tale scempio, ad un certo punto emanò una apposita legge che proibiva e  puniva severamente il lancio di ortaggi verso il corteo con le Marie di legno - 
e bisogna sapere che a quei tempi quel severamente era proprio severo: come minimo una buona dose di frustate, oppure una opportuna selezione di torture assortite -; ma questo non fu ancora sufficiente a fermare gli ardori dei giovani veneziani per cui, in breve volgere di tempo, la Festa venne definitivamente soppressa.

Una decina di anni fa, approfittando del fatto che la
“Festa delle Marie” storicamente cadeva proprio nel periodo del Carnevale, il Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche (C.E.R.S.), l'ha fatta rinascere con il preciso scopo di arricchire le manifestazioni carnevalesche con la rievocazione dell'antica e suggestiva cerimonia. 

Da quella volta la
“Festa delle Marie” si ripete tutti gli anni con la premiazione, nell’ultimo giorno di Carnevale, della Maria dell’anno.


Buon San Valentino a tutti gli innamorati e: godetevela fin che dura!

Mirco

domenica 25 gennaio 2015

Per Bruno.

L'ultima volta che ci siamo incontrati era verso la fine di agosto; sei arrivato in remiera di pomeriggio, quando era più fresco, come facevi spesso, ultimamente. Anche tu venivi qui a guardare l'acqua e le barche, a dare un'occhiata, a scambiare due parole; noi due non ci conoscevamo molto, ma ci salutavamo sempre, anche da distante, con un sorrriso e una stretta di mano.

Anche se non mi rammento bene, sono certo che anche quella volta abbiamo parlato un poco, e come sempre di Canottieri. Caro Bruno, aver saputo che era l'ultima volta! L'ultima volta! Chissà forse avrei guardato meglio nei tuoi occhi, forse avrei visto dietro il tuo sorriso quel velo di tristezza che avevi dentro e che non volevi mostrare; forse avrei potuto dirti una parola; forse avrei un caro ricordo in più, da conservare.

Ti ricordi Bruno?, quando abbiamo preparato la gondola di Romano che doveva andare in Belgio; io mi ricordo la passione che ci hai messo per dare una mano. Ti ricordi Bruno?, quando facevi vogare in canaletta i giovani che si preparavano per l'esame da gondoliere; tu eri sempre calmo e deciso, ogni tanto un incitamento, ogni tanto un lampo nei tuoi occhi.

Un tuffo nel cuore quando ho saputo, e ti ho rivisto in pope sulla gondola bianca; dritto in piedi, elegante, spingendo sul remo far andare la barca; ho visto la scia della poppa ricurva brillare sull'acqua, ho sentito il tonfo del remo a premando, poi l'acqua che sfrigolava come per una lama rovente a stagando, e quel rumore, sordo e sonoro, come di schiaffi, che fanno le piccole onde contro il fondo inclinato.

Adesso lascia che ti saluti ancora una volta; non l'ultima volta, ma ancora una volta; io non ti voglio dimenticare, amico mio di poche parole; non ti potrò dimenticare, e non ti dimenticherò, perché anche tu fai parte di questa nostra laguna che abbiamo nel cuore, che ogni giorno viviamo e amiamo; questa laguna che ogni giorno dobbiamo e vogliamo vedere; anche se siamo lontani, almeno una volta.

E tu puoi stare sicuro che quando ritornerà la dolce stagione e noi, verso sera, prima di tornare a casa, saremo di nuovo seduti sotto agli olmi della nostra remiera aspettando il tramonto del San Felice, a parlare del giorno che sta per finire, noi con gli occhi lucidi ci ricorderemo ancora di te e tu ci mancherai. Ci mancherai molto.

Per Bruno, a nome di tutti i soci e degli amici della Società Canottieri Treporti.
Domenica, 25 gennaio 2015
Mirco


Convocazione Assemblea Ordinaria dei soci della Società Canottieri Treporti